Intervista a Carmine Rotondaro

Carmine Rotondaro Collini Milano

Una conversazione con il creative director e owner di Collini Milano 1937, che ha presentato la collezione Spring Summer 2020 alla Milano Fashion Week

Una Rolls Royce nera e oro firmata Collini Milano 1937 ha attraversato le strade di Milano durante la fashion week con un solo obbiettivo, colpire l’occhio degli osservatori. Ed è proprio questa la mission di Carmine Rotondaro, owner e creative directorche porta sulle spalle il nome di una Maison italiana del 1937. Una ricerca sull’identità che continua con la Spring Summer 2020, una collezione audace che celebra l’idea di peccato e a sua volta i 7 peccati capitali. 

Cosa significa per te portare avanti un brand degli anni ‘30?
È certamente una grande responsabilità. Ma anche un incentivo continuo alla ricerca, all’approfondimento ed al confronto con il proprio heritage. Quasi un costante bipolarismo creativo in cui il passato ed il futuro del nostro marchio dialogano – e sono costretti a dialogare – continuamente. Il terreno di questo necessario dialogo costante è il presente, la quotidianità della nostra gestione in cui si prendono le decisioni di creazione e management che fanno l’identità ed il posizionamento del brand per i mesi e talvolta gli anni a venire. Quando prendiamo le decisioni più rilevanti per la vita del nostro marchio e delle sue collezioni non possiamo non tener conto della tradizione del brand e del suo passato. È come se questo ci parlasse. Ma per intenderne la voce è imprescindibile conoscerlo.

Come viene impiegato il patrimonio d’archivio di Collini Milano 1937? 
Lo strumento per conoscere la tradizione del nostro marchio è l’archivio. Esso è la voce del nostro heritage, il modo con cui questo ci parla. Ed è per questo che la consultazione dell’archivio ed il riferimento ad esso sono diventati un’operazione naturale, quasi automatica, quando studiamo una nuova collezione. In alcune collezioni, l’archivio ci fornisce qualche cammeo. Nella collezione P/E 2020 per esempio, il volto della nostra “Eroina”incastonata sul front delle nostre sweater dei peccati capitali proviene da un’immagine dell’archivio. L’archivio è per noi come un faro: non è un posto a cui fare ritorno perché non vi è nessun porto, anzi bisogna allontanarsene per navigare tranquilli, ma è da tenere sempre d’occhio, e dà un senso di sicurezza e fiducia. E, in tutto questo, ad aiutarci a conoscere ed interpretare il nostro archivio abbiamo il prezioso contributo di Raffaello Collini, l’erede della famiglia Collini che lavora e con noi e che ci supporta grandemente nella ricostruzione della lunga e avventurosa storia della famiglia e del marchio.

Una campagna scattata da Asger Carlsen, un fotografo unconventional per il mondo del luxury. Quanto è importante per voi la comunicazione? 
La comunicazione è evidentemente un pilastro fondamentale della nostra impresa e del nostro fare moda. Collini persegue un’estetica che risulta senza dubbio originale nel mondo della moda contemporaneo e si propone come un brand con un punto di vista unico. A questa originalità e unicità nello stile devono, a mio modo di vedere, accompagnarsi analoghe originalità ed unicità nella comunicazione. Di qui la nostra continua ricerca di incontri creativi insoliti e di simbiosi singolari con esponenti di altri ambiti artistici. La collaborazione con Asger Carlsen per la nostra campagna si è sviluppata naturalmente da un interesse comune alla sua arte ed alla nostra moda: il corpo umano e la sua trasfigurazione. Asger Carlsen è chiaramente un maestro contemporaneo della trasfigurazione del corpo umano. Ma, a pensarci bene, la trasfigurazione del corpo umano è esattamente quello che fa la moda ed il suo gioco incessante di scoprire quello che normalmente è coperto, coprire quello che è scoperto, contaminare la donna con codici da uomo e viceversa… In questo gioco incessante intorno al corpo umano, Asger e Collini hanno trovato un terreno comune d’intesa estetica ed hanno creato le immagini della campagna “Break the Rules” ed il loro universo fantastico di super-donne e super-uomini trasfigurati e vestiti di Collini.

Il nuovo punto di vista di Collini Milano 1937 è un mondo audace fatto di ostentazioni. Cosa ti ha spinto alla rottura con il passato? 
In realtà la radice del nuovo punto di vista estetico di Collini sta proprio nella sua tradizione e nel fashion sense della famiglia fondatrice. Collini è un marchio che, dal 1937, ha vestito le elite milanesi ed italiane con i capi più pregiati e costosi del price e style range della moda. Esso è, dunque, intimamente glamour ed associato ad una suggestione di grande esclusività e prestigio. Proprio questa sua necessaria connessione con le elite borghesi ha contribuito a favorire la creazione di collezioni commerciali del Collini storico dallo stile conservatore. Tuttavia, quando ho acquistato l’azienda, mi sono avveduto che anche quarant’anni fa, il marchio sperimentava tantissimo con codici estetici audaci e dirompenti. Ne sono prova alcune immagini dell’archivio che risalgono appunto a fine anni settanta e che rivelano una straordinaria e modernissima sperimentazione. Ecco, il presente del marchio – pur nella sua autonomia dal passato – si nutre di questa linfa di glamour e sperimentazione che ne ha da sempre accompagnato la tradizione. L’estetica attuale di Collini – nella sua audacia e rock&roll – si lascia riassumere in queste due grandi guidelines: glamour e sperimentazione. Ed è bello sapere che queste sono brand attitudes che vengono da lontano ed affondano nella nostra tradizione.

Com’è nata l’idea dei vizi capitali per la collezione Spring Summer 2020? 
Collini è un marchio con una grande tradizione che, dalla sua fondazione nel 1937, si è evoluto e modificato profondamente sotto molti punti di vista. Tuttavia, un leitmotif centrale e costante del contenuto e dell’estetica del marchio è sempre stata la rappresentazione di una donna “empowered”, “in control” e “unapologetic”. Ne sono la prova quasi tutte le innumerevoli immagini del nostro archivio. Sotto la mia gestione, Collini vuole continuare ed esaltare il più possibile questa sua vocazione antica ad accompagnare lo stile di una donna libera ed “unapologetic”. Ma libera ed unapologetic significa anche libera di peccare senza doversi nascondere o chiedere scusa. Questa è la genesi concettuale del tema della nostra collezione primavera-estate 2020: una riflessione sugli aspetti più profondi e sottili dell’essere donna nel mondo moderno. Riflessione che porteremo avanti anche nelle nostre collezioni future affrontando aspetti diversi della femminilità contemporanea. Per questa collezione abbiamo scelto il peccato che interpretiamo come un’opportunità di auto-affermazione della donna moderna nella propria sfera personale. Non qualcosa di cui vergognarsi o da occultare. Bensì qualcosa da dichiarare ed ostentare. Di qui, le felpe quasi etichettate con i nomi dei peccati capitali, gli ubiqui e versatili charms in metallo con i peccati capitali che si possono facilissimamente applicare (e rimuovere) a indumenti, capispalla, borse e scarpe. Perché il peccato dev’essere facile… (ride) o non essere. Di qui le borse, che dichiarano il peccato con le loro stampe e con i loro studs acuminati e che, spero per le nostre clienti, possano contenere i loro peccati. Di qui, in generale, uno stile libero e leggero, come dev’essere lo stato d’animo del peccatore quando pecca. Tante stelle per glorificare la peccatrice e renderla una star. D’altronde, tante donne fra le più ricordate della nostra tradizione cattolica, da Eva a Maria Maddalena, sono peccatrici. E quindi, nella nostra collezione, abbiamo glitter e paillettes per celebrare le nostre peccatrici. In breve, la nostra visione per la prossima primavera/estate è quello di una donna orgogliosamente vestita dei propri peccati.

Che cosa definisce l’unicità Collini Milano 1937?
Le nostre collezioni sono veramente innovative e sperimentali sotto molti aspetti. Ad esempio, alcuni dei nostri pezzi iconici includono pantaloni da motociclista glitter, giacche dorate e argentate lucide con frange, un cappotto in coccodrillo stampato oro, pull in cachemire stampato con oro 24K puro, stivali tacco cubano lucido e glitter, stivali da combattimento fluo, maglioni in jersey con frange lucide sulle maniche, borse in pelle stampata per uomo con manico in metallo dorato, ecc. Una sperimentazione che mescola e combina costantemente codici estetici diversi (pantaloni da motociclista ruvidi e tecnici e glitter glamour), generi e funzionalità (la semplicità e la comodità di un maglione e l’uber-decorazione delle frange sulle maniche). Credo che questa costante sperimentazione tra look, generi e funzionalità sia il motivo per cui le nostre collezioni sono speciali e uniche nel mercato di oggi.

Source: L’Officiel

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